Corso di Musicoterapia

 

NOME DEL PROGETTO: Musicoterapia “Musica Viva”

RESPONSABILE DEL PROGETTO: Dott.ssa Conca Laura, Musicoterapeuta. Studi compiuti al corso triennale di Musicoterapia al conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara (PE).

DESTINATARI: Il corso è rivolto a bambini, ragazzi ed adulti di ogni età. Il percorso è predisposto in particolare per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali.

SPIEGAZIONE DEL PROGETTO: La Musicoterapia può essere definita come una tecnica che utilizza la musica e i suoi elementi (ritmo, suono, melodia, armonia) come strumenti per aprire dei canali di comunicazione. In questo senso l’intervento di Musicoterapia porta, oltre che ad ascoltare, anche a costruire strumenti empirici di comunicazione–linguaggio verbale o non verbale/musicale, per fare in modo che i mondi a cui la persona appartiene interagiscano in modo soddisfacente e costruttivo.
La presenza nelle classi di bambini o ragazzi con problemi di comunicazione e di relazione (assenza del linguaggio verbale, difficoltà di relazione, tratti di comportamento autistico), comporta una riconsiderazione ed una riconfigurazione di tutto il sistema delle relazioni all’interno del gruppo. L’assenza di risposte esplicite (assenso/dissenso) da parte di alcuni dei nostri bambini disabili rende indispensabili l’attivazione ed il potenziamento di canali comunicativi differenti.
Come è noto, già prima della nascita il bambino riceve e riconosce gli stimoli sonori e musicali filtrati dal corpo della madre. Perciò il linguaggio musicale è piacevole ed immediato per tutti, ma in particolar modo per i bambini in difficoltà. Tramite la musica si può stabilire tra il bambino disabile ed i suoi compagni quel clima comunicativo che porta alla scoperta, all’accettazione ed alla comprensione reciproca, ed alla costruzione di regole comunicative comuni.
Attraverso le onde sonore, qualsiasi emozione o stato d’animo scaturisce fuori e dentro di noi; ognuno di questi movimenti emozionali, va visto e ascoltato, osservato con immediatezza, riconoscendo in esso la comunicazione non verbale che i pazienti vogliono esprimerci. Attraverso il suono, niente è impossibile, il più piccolo gesto, la più flebile occhiata, il più leggero sospiro, va letto come un valore culturale di quello che il paziente rappresenta e che vuole dire, senza parlare.
Il progetto vuole aiutare ad avvicinarsi al mondo del suono e della musica con interesse e dare la possibilità di esprimersi liberamente, senza competizione e paura di insuccessi.

OBIETTIVI:
• ASCOLTO e ATTENZIONE:

– stimolare l’attenzione e la curiosità verso il mondo dei suoni, veicolo di conoscenza del mondo;
– scoprire oggetti e materiali che suonano e la relazione tra gesto/movimento e suono;
– scoprire il silenzio alternato al suono come momento di attesa in cui nasce la richiesta;
– esplorare la differenza tra piano/forte e lento/veloce;
– attivare e sviluppare le capacità cognitive di base: attenzione, concentrazione, percezione, osservazione;

CONOSCENZA DI SÉ e DEL PROPRIO CORPO:
– vivere ed esplorare il ritmo a livello corporeo;
– attraverso giochi corporei e sonori stimolare il bambino a prendere coscienza del suo corpo, delle sue varie parti (schema corporeo) e a scoprirne anche le potenzialità sonore ed espressive (mani, piedi, voce);
– apprendere semplici movimenti corporei per sviluppare coordinamento e ritmo;
– sviluppare l’ordine;
– potenziare l’autocontrollo nei movimenti corporei;

• SVILUPPO DEL LINGUAGGIO:
– elevare le capacità espressive musicali globali allo stesso grado di competenza del linguaggio verbale;
– utilizzare il linguaggio sonoro e musicale come un canale comunicativo privilegiato, semplice e piacevole per tutti
– attraverso il canto e l’uso di semplici filastrocche o conte, stimolare nei bambini l’uso della voce e della parola;
– portare attenzione alla bocca, a come è fatta e alle sue capacità;
– sviluppare l’ordine nel linguaggio e nella frase, migliorare la qualità della comunicazione;

CONOSCENZA DEGLI ALTRI:
– imparare a condividere spazi e momenti con gli altri attraverso giochi di esplorazione dello spazio, del corpo e della voce;
– realizzare semplici giochi di gruppo come girotondi o trenini accompagnati dal suono del pianoforte o della chitarra;
– sfruttare il principio dell’imitazione per portare attenzione agli altri e a se stessi;
– favorire il senso dell’attesa e del rispetto dei turni attraverso le conte;
– stimolare la richiesta e l’attesa verso i giochi e il materiale a disposizione e il contenimento attraverso il confronto con il gruppo;
– favorire la solidarietà fra alunni;
– stimolare le capacità relazionali;
– considerare la disabilità come risorsa;
– integrare ed includere alunni in difficoltà;
– favorire la presa di coscienza, da parte dei compagni e degli adulti (insegnanti, assistente,…) delle possibilità espressive e comunicative del bambino non-verbale o con gravi difficoltà di comunicazione verbale;
– accettare e accogliere l’altro con i suoi diversi tempi di risposta;

ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI:

– nel gioco con il corpo il bimbo esprime se stesso e le proprie emozioni;
– nel gruppo si accolgono le emozioni dei singoli e si impara a individuarle, anche attraverso la drammatizzazione musicale (arrabbiato, felice, assonnato, infreddolito, etc…);

FIDUCIA E AUTOSTIMA:
– guidare alla conquista delle autonomie fondamentali e sostenere la fiducia nelle proprie possibilità attraverso l’esercizio delle capacità operative intenzionali e della piena consapevolezza delle capacità operative residue presenti in ciascuno;
– valorizzare proposte iniziative spontanee dei bambini facendoli divenire più consapevoli delle loro capacità;
– vivere serenamente la partecipazione a scuola attraverso emozioni positive;
– potenziare la creatività e l’espressività.

FINALITÁ GENERALI:
– Sostenere l’acquisizione di un linguaggio il più possibile ricco e articolato attraverso la riproposizione e la sperimentazione in forme musicali dei suoi elementi verbali e paraverbali, quali il ritmo, la prosodia, la velocità di eloquio, l’intensità, le pause;
– Favorire la creatività, offrire nuovi e molteplici stimoli;
– Abituare alla “combinazione” degli elementi semplici al fine di migliorare l’espressività spontanea;
– Cogliere e valorizzare le modalità non verbali di espressione;
– Sostenere lo sviluppo neuro-psicomotorio;
– Facilitare i rapporti interpersonali;
– Guidare alla realizzazione di sé attraverso l’attivazione delle risorse individuali;
– Favorire l’integrazione dell’individuo nella società;

La musica quindi si propone come mezzo per contribuire allo sviluppo della personalità, permettendo al destinatario di scaricare le tensioni emotive, relazionarsi con gli altri e migliorare il funzionamento generale nella vita. All’interno del confine dato dall’handicap, la musica favorisce il potenziamento dell’equilibrio psicofisico, l’autonomia, la partecipazione e l’integrazione, comprendendo diversi settori d’intervento: Area Sensoriale e Psicomotrice, Area Percettivo-Cognitiva, Area Psico-affettiva, Area Socio-Comunicativa.

METODOLOGIA:
Attraverso l’osservazione diretta il terapeuta coglie segnali espressivi e comunicativi.
L’improvvisazione corporea, l’ascolto di brani musicali, l’utilizzo di semplici strumenti musicali, l’abbinamento di espressività corporea e grafica permetteranno di attivare una comunicazione analogica e di rilasciare nuovi stimoli.
La proposta musicale mira al diretto coinvolgimento dei bambini attraverso la produzione sonora con la voce, il corpo e semplici strumenti musicali appositamente studiati per la didattica e la musicoterapia.
Nel percorso di esplorazione del mondo corporeo e sonoro giocano un ruolo importante tanto l’ascolto partecipato della musica quanto il movimento sulla musica stessa, che si può realizzare sotto forma di semplici balli e pantomime, secondo il principio dell’aggiustamento spontaneo su di un ritmo dato. Sarà valorizzata l’interdisciplinarietà fra settori espressivo-musicali: movimento, espressione corporea, pratica strumentale, sonorizzazione.
Verrà data importanza alla relazione tra musica e movimento. Compito del terapeuta è trasformare i ritmi prodotti dai movimenti dei bambini, in ritmi musicali, in modo tale da far sentire il bambino compreso in quello che sta facendo e per creare un ponte comunicativo con chi magari è chiuso in se stesso dando spazio solamente al movimento con la musica.
Nei vari incontri verrà dedicato del tempo alla comunicazione verbale, alla riflessione sulle attività che si sono via via affrontate, nella verbalizzazione in merito alle esperienze appena fatte, nella ricostruzione di quanto accaduto durante l’incontro precedente.

ATTIVITÁ:
– Conoscenza degli strumenti, manipolazione ed esplorazione: per scoprire come sono fatti gli strumenti e per sorprendersi con gli effetti di suono che si possono ottenere, molto importante per la presa di coscienza delle sensazioni vissute al momento, per la condivisione con l’altro.
– Direzione del gruppo: con queste attività musicali dove sarà il bambino stesso a dirigere il gruppo, si avrà l’affermazione dell’Io nei confronti del gruppo, si avranno dei feedback i quali restituiscono condotte adeguate o inadeguate nelle quali i bambini si riconoscono e di cui possono apprezzare le conseguenze rispetto alla riuscita dell’esperienza.
– Giochi ritmici: dove viene sensibilizzata la regolarità tonica, in quanto la coordinazione motoria richiede un controllo sul livello di forza muscolare con cui si eseguono i movimenti, e l’indipendenza degli arti, grazie anche all’utilizzo della body percussion.
– Filastrocche o canzoncine: il cui scopo è quello di stimolare, esercitare e verificare alcune funzioni cognitive (memoria, concentrazione, attenzione, ripetizione e produzione di figure ritmiche) e stimolare l’espressività spontanea e la creatività.
– Dialogo sonoro e improvvisazione di gruppo: come contatto e scambio non verbale mediato dallo strumento, utile per una buona costruzione e integrazione dell’identità del gruppo.
– Sonorizzazione: mettere in musica scene che coinvolgono emotivamente.
– Percezione musicale: per sviluppare un’attenzione verso gli eventi temporali. Viene sensibilizzata la percezione uditiva, la percezione del timbro, la percezione della provenienza del suono e la percezione del volume.
– Uso espressivo della voce: per acquisire consapevolezza di quella parte di sé che trova un canale espressivo proprio nella voce, che dal centro del corpo si origina e prende forma.
– Movimento e musica: il fenomeno più universale e primitivo è il SAM, sincronismo acustico-motorio che sarebbe l’associazione di un movimento ad un suono musicale. Affinchè si compia, occorre che funzioni un sistema di anticipazione che permetta al soggetto di prevedere il momento in cui si produrrà il suono.
– Rilassamento con musica: invitando ad esempio a mantenere regolare il ritmo del respiro e a focalizzare l’attenzione sulle parti del corpo che vengono via via nominate.
– Colorare i suoni: tradurre le caratteristiche del suono in segni colorati.
– Realizzazione ed esecuzione di una partitura informale: assegnando ad ogni suono un simbolo. Viene richiesta molta concentrazione, la capacità di eseguire la propria parte rispettando le eventuali variazioni, il proprio turno, le sovrapposizioni con gli altri strumenti, le pause.

PIANIFICAZIONE:
Cadenza settimanale: incontri settimanali pomeridiani o serali di un’ora ciascuno per ciascun gruppo coinvolto.
Gli incontri si terranno presso i locali della Banda musicale (luogo e orari da definire).
Il corso di gruppo ha il costo di € 150 (10 lezioni settimanali da 60 minuti ciascuna), mentre il corso individuale, con cadenza settimanale, ha durata variabile e può essere portato avanti fino alla fine dell’anno scolastico (€20 a lezione, minimo 10 lezioni).

Materiali: strumenti musicali procurati dalla Musicoterapeuta quali tamburi, shaker, legnetti, ocean drum, spring drum, bastone della pioggia, tamburelli, tastiera elettronica, piatti, maracas, glockenspiel, triangoli etc.

Dott.ssa Laura Conca
+39 328 5420310

Per qualsiasi info o chiarimento puoi scrivere a: info@bandadomenicoalaleona.it

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